Dws, India, ancora una forza da esprimere

Dws, India, ancora una forza da esprimere
Marco Ravagli portfolio manager, emerging markets Dws

Marco Ravagli, portfolio manager,
emerging markets di Dws

La view di Marco Ravagli portfolio manager, emerging markets di Dws

Pensate che la situazione di forza dell’economia indiana continuerà?

«Sì: l’India è l’economia con il più alto tasso di crescita al mondo e ha una delle popolazioni più giovani con un’età media di circa 28 anni, contro i 40 delle maggiori economie globali. L’indice di dipendenza (la percentuale della popolazione al di fuori del mercato del lavoro per età) indiano ha proseguito a scendere nel corso degli ultimi decenni (81% nel 1967, 51% nel 2017) e dovrebbe continuare a diminuire per i prossimi. anni. In Cina l’indice di dipendenza è sceso dall’81% nel 1967 al 36% nel 2010, per poi risalire all’attuale 40%. L’aumento dei consumi e del reddito delle zone rurali, tassi di crescita del Pil superiori al 7%, investimenti in infrastrutture, maggiori introiti fiscali per l’introduzione della Gst (Goods & Services tax, simile alla nostra Iva), inflazione sotto controllo e il proseguimento delle riforme rimangono i fattori chiave per la crescita indiana. Nel breve periodo alcuni rischi potrebbero derivare dal prezzo del greggio, dal pericolo di slittamento degli obiettivi di disavanzo fiscale e delle partite correnti e dall’incertezza politica prima delle elezioni generali del prossimo anno. La produzione industriale media dal 31 marzo al 30 settembre 2018 è stata del 5,2% rispetto al 2,6% dello scorso anno. La crescita del credito bancario è tornata al 14%, ai massimi di quasi cinque anni, rimbalzando rispetto ai minimi del -4% registrati nel 2017. L’inflazione, al 3,3%, è al minimo degli ultimi 13 mesi, è sotto controllo e all’interno dell’intervallo obiettivo della Banca centrale».

Dove vedete le migliori occasioni sul mercato indiano?

«La situazione attuale presenta un’elevata incertezza sulla crescita globale, alla luce di una minore liquidità e di possibili guerre commerciali. Inoltre, nel breve periodo, il deficit pubblico indiano resterà sotto pressione per i minori introiti fiscali e le maggiori uscite a causa del prezzo del petrolio e della debolezza del dollaro. La nostra preferenza rimane per le società a grande capitalizzazione nel settore privato con un solido bilancio e un forte flusso di cassa. Una minore liquidità e alcuni specifici problemi di credito hanno causato in India il blocco delle attività delle Nbfc (Non banking financial organization, le finanziarie del credito al consumo). Questo fatto, sommato alle difficoltà delle banche pubbliche, in crisi a causa della bassa qualità dei crediti e degli scarsi coefficienti patrimoniali, rappresenta una grossa opportunità per gli istituti privati, che vantano un alto indice di depositi: per questi motivi abbiamo recentemente aumentato il nostro peso nelle banche al dettaglio private».

E per quanto riguarda i consumi?

«Il segmento dei consumi offre una storia strutturale di crescita in India. Restiamo positivi sul settore, vista la visibilità della crescita degli utili e l’elevato Roe che giustifica i multipli elevati. Lo sviluppo delle infrastrutture rimane uno dei principali fattori alla base della crescita indiana. Il governo attuale ha fatto tanto negli ultimi quattro anni, ma c’è ancora molto da realizzare e, probabilmente, le elezioni sosterranno la spesa pubblica in questo settore. I titoli industriali sono il modo migliore per investire sul tema. Va inoltre sottolineato che l’utilizzo della capacità produttiva in India è salito al 75% (dai minimi del 67%). Più questo numero si avvicina all’80%, più è probabile che gli investimenti privati riprendano vigore, dopo molti anni di stagnazione. In seguito alle eccellenti performance passate, i settori It e farmaceutico offrono opportunità selettive per gli investimenti e sono principalmente una copertura contro l’ulteriore debolezza della rupia. Siamo neutrali su entrambi i comparti. L’auto rimane neutrale e quindi l’approccio è specifico per singola società. L’India è uno dei mercati automobilistici meno penetrato e con i più alti tassi di crescita al mondo. Preferiamo i leader di mercato e le aziende che possono beneficiare di un aumento della domanda rurale e del lancio di nuovi modelli».

Pensate che le valutazioni siano troppo elevate?

«No, l’indice Nifty del mercato Indiano tratta a 16,7x forward PE, ossia un premio del 10% rispetto alla media a 10 anni; scambia a 2,6x forward P/B, ossia un premio del 3% rispetto alla media di 10 anni e del 7% in confronto all’indice S&P500, contro un premio medio storico del 2%. Il trend di crescita degli utili aziendali rimane positivo. Escludendo le banche, l’indice Nifty ha realizzato una crescita degli utili superiore al 13% in ciascuno degli ultimi quattro trimestri; un evento che non si è ripetuto negli ultimi cinque anni. Prevediamo che questa tendenza continui nel 2019 e pertanto riteniamo che l’indice Nifty tratti in linea rispetto alla propria storia e che le valutazioni siano giustificate da tassi di crescita decisamente superiori a quelli di altri mercati azionari».